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Sotto il tappeto
Postato il Monday, 01 February @ 13:26:59 CET di root
schermaonline Scrive " Lo confesso: ho avuto un momento di nervosismo.
In preda a questo stato d'animo, avevo tolto dall'homepage gli articoli più recenti riguardanti le vicende legate all'AIMS e al match Crisci vs Toràn.
Ho capito di aver commesso un errore in preda all'impulsività, e ho riparato: pertanto, porgo le mie scuse agli autori, che spero le accetteranno.
Ad ogni modo, avevo preso quell'iniziativa sulla scia di varie telefonate, lettere, 'soffiate', e delle conseguenti considerazioni, in buona parte legate alla consapevolezza di come perfino una libera informazione in merito a determinati argomenti di interesse in qualche modo 'pubblico', finisca inevitabilmente con l'attirare su di me e su questo media risentimenti, rancori, rabbia, anche quando non faccio altro che favorire la divulgazione del comunicato ufficiale di un'istituzione sportiva: la quale dovrebbe dunque avere interesse e piacere per tale servizio gratuito.
In effetti, quando ho tolto quei tre pezzi dalla prima pagina del portale, credevo che fosse arrivato veramente il momento di chiudere il discorso, di stendere il fatidico velo pietoso e di fare ciò che tutto sommato la maggioranza dei maestri di scherma italiani - e non solo loro - sembra preferire: prendere la sporcizia e infilarla sotto un grande tappeto, piuttosto che tentare di raccoglierla e di buttarla in un cassonetto, per poi arieggiare finalmente gli ambienti.
Avevo deciso di spegnere l'interruttore della luce su certe questioni perché mi pareva di aver capito che tutto sommato a pochissimi interessassero, ma ad ancor meno persone facesse piacere che se ne parlasse pubblicamente.
Probabilmente - ecco l'amara conclusione di queste riflessioni - le chiacchierate che avvengono a bordo pedana sono in definitiva l'unica forma di comunicazione che la maggior parte degli esponenti della categoria magistrale e degli addetti ai lavori è in grado di sviluppare.
Qualche tempo fa scrissi un editoriale nel quale mi dichiaravo sostanzialmente stremato dallo sforzo di assistere e in qualche modo dare spazio su schermaonline a una querelle che impediva (e impedisce tuttora) di guardare con uno sguardo sereno, obiettivo, propositivo, a una serie di problematiche strettamente connesse al presente ma, soprattutto, al futuro della categoria magistrale: una categoria la cui importanza per la scherma è inversamente proporzionale alla disponibilità comunicativa che - tranne pochissime eccezioni - sembra esprimere la grande massa dei suoi esponenti, ma direttamente proporzionale all'elevato grado di qualunquismo a sfondo accidioso e pseudo-snobistico che pare caratterizzarne una buona parte.
Mi riferisco in particolare ai tanti i quali affermano di schifare schermaonline, ma sono sempre informatissimi su tutto ciò che vi venga scritto: chissà perché.
Frastornati come sono, tuttavia, dai colpi di cannone di un conflitto come quello in corso, e tutti presi a definire i reciproci schieramenti sul fronte, sia i maestri di scherma che varie altre figure di non poca rilevanza politica rischiano di dimenticare che la questione-AIMS riveste per lo sport della scherma un'importanza ben superiore rispetto a quella rappresentata dalle ragioni dei due contendenti, per quanto importanti tali ragioni possano essere per i diretti interessati.
Ho già dichiarato il mio personale disagio al cospetto della direzione che hanno preso gli eventi e la mia solidarietà sul piano affettivo nei confronti di colui il quale, a meno che gravi fatti non mi dimostrino il contrario, considero una persona per bene e degna di stima: non vorrei sbagliarmi, insomma, ma mi risulta che in Italia si abbia il diritto di essere considerati innocenti finché non si venga dichiarati colpevoli di qualcosa da un giudice.
In parole povere Giancarlo Toràn suscita la mia comprensione sul piano umano, se non altro perché si configura allo stato attuale come il bersaglio di iniziative le quali - pur non entrando nel merito, e alla luce dei tempi della magistratura italiana - rischiano in ogni caso di dare vita a un lungo, sfiancante calvario giudiziario: un'ipotesi al cui pensiero si deprimerebbe perfino il più euforico degli ottimisti.
Quando si passa dalle aule dei tribunali sportivi, inoltre, a quelle dei tribunali penali, significa che qualcosa non funziona più in modo corretto, salutare, fisiologico, in quello show apparentemente beato, voluttuario, ricreativo che - almeno sulla carta - dovrebbe essere lo sport: un'attività umana nata in definitiva per il divertimento e il benessere di chi la pratichi o la veda praticare.
Se, poi, penso alla dimensione economica degli interessi in ballo in questa poverissima disciplina sportiva che è la scherma, mi viene onestamente da ridere: si innescano guerre epocali, in definitiva, per l'equivalente di un piatto di lenticchie.
Io, lo confesso, non sono in grado di capire né, soprattutto, ho più voglia di comprendere tutti gli elementi che caratterizzano la serie interminabile di intricatissime e concatenate diatribe cui stiamo assistendo un po' attoniti da molto, troppo tempo.
Il tutto si colloca poi nella deprimente panoramica di azioni legali che caratterizza la scherma italiana da molti, troppi anni: si tratta peraltro di uno spiacevole scenario di denunce, esposti, querele, che in passato non era dato registrare.
C'è da chiedersi, insomma, quale tipo di misterioso virus stia serpeggiando da un po' di tempo tra gli abitanti di questo mondo.
Lascio, in conclusione, ai maestri di scherma, a coloro i quali devono occuparsi di certi problemi per dovere istituzionale e a chiunque abbia voglia di farlo, il piacere di continuare a rovistare sotto il tappeto: tra cocci, avanzi, cartacce, bucce, frattaglie e altri olezzosi rifiuti.
Alla ricerca di qualcosa che - ne sono convinto - non possono trovare: che proprio non troveranno mai in mezzo alla sporcizia e al marciume.
Usciamo tutti all'aperto, signore e signori, e respiriamo una bella boccata d'aria fresca."
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Re: Sotto il tappeto (Voto: 1) di enricodiciolo il Monday, 01 February @ 14:27:54 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.cspdiciolo.it | Carissimo e gentile Antonio, non hai bisogno di scusarti con nessuno. Sono l' autore di uno dei pezzi che avevi tolto, ho capito il tuo disagio immediatamente. Ti sei un pò stufato, se prendi posizione ti criticano perchè dovresti essere neutro, se non prendi posizione ti criticano perchè dovresti prenderla...Ma no sei tu a doverti scusare, semmai, sono io che mi devo scusare con gli interessati alla remissione, ho provato a chiedere ciò che solo loro potevano avere nel cuore di fare.
Ho sbagliato, non dovevo provare. Soprattutto perchè ho passato da tempo la quarantina, avrei dovuto capire che in certi casi la "pace" è un'utopia. Personalmente mi adirerei non poco se mi si chiedesse di rappacificarmi con chi mi ha sommerso di merda e che oggi non perde l'occasione di farlo, invece di tirare a campare (dato che ha motivo di preoccuparsi).
Chiedevo, come spettatore, la remissione delle denunce. Credo che quando un litigio, un disaccordo, va verso il penale si complichino molto i rapporti con le reali possibilità di rappacificarsi. Inoltre con le denunce, quando si va sul penale, si aggiunge qualcosa che difficilmente porta bene all'ambiente.
Certo che i responsabili sappiano quello che fanno e che abbiano agito nell'interesse comune della categoria dei Maestri mi auguro che finisca nel minor male possibile.
Enrico Di Ciolo
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Re: Sotto il tappeto (Voto: 1) di Gianmaria il Monday, 01 February @ 15:36:39 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.vernescherma.it | Sono l'autore dell'altro pezzo e concordo con Enrico quando dice che Antonio non ha nulla di cui scusarsi.
Sinceramente, pero', non trovo alcun motivo per il quale le scuse le debbano fare gli autori che si sono limitati ad esporre un proprio pensiero.
Personalmente, oltre che un auspicio, il mio era "un consiglio" tecnico: i procedimenti penali non sono scaramucce incruente...ma, come ho detto commentando il terzo pezzo "ondivago",
UNUSQUISQUE ARTIFEX FORTUNAE SUAE
Gianmaria Acciai |
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Re: Sotto il tappeto (Voto: 1) di RiccardoBonsignore (avvbons@libero.it) il Tuesday, 02 February @ 00:20:38 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Credo che 5 topic (gli ultimi 5 in ordine di tempo) siano un pò troppo per una vicenda che, tutto sommato, non propone nulla di nuovo.
Tutta questa sovraesposizione, anzi, può risultare controproducente e può produrre l'effetto opposto di esasperare gli animi dei più impulsivi.
C'è già chi ha perso la calma.
La cosa migliore, secondo me, è di limitare la discussione a novità davvero rilevanti e lasciare che la giustizia non faccia il suo corso.
Il processo penale attuale, infatti, è una ignobile burla e ogni querela andrà presto nel dimenticatoio in quanto inesorabilmente sopraggiungerà l'archiviazione e, comunque, la prescrizione.
Se poi c'è qualcuno pensa che un Uomo che ha speso migliaia di euro di tasca propria per fare quello che doveva fare la FIS e che invece non ha fatto, cioè salvare il patrimonio di Nedo Nadi e mettercelo a disposizione, possa davvero essere capace di commettere i reati da pollaio di cui è stato comicamente accusato, bene lasciamo questo qualcuno alle sue sfrenate fantasie. |
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Re: Sotto il tappeto ... c'è la polvere (Voto: 1) di RiccardoBonsignore (avvbons@libero.it) il Wednesday, 03 February @ 00:40:40 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Ormai non so più in quale topo scrivere un antico insegnamento che mi ha fatto tornare in mente un mio vecchio zio con cui, di tanto in tanto, si conversa amabilmente in compagnia di donne bellissime, sigaro cubano ed ottimo cognac.
Un perdente è conscio della sua debolezza, perciò è spesso preda della gelosia e dell'odio, al contrario del vincente che non odia perchè non ne ha bisogno.
Chi è il vincente?
Chi è il perdente?
E mica posso dirvi tutto ! :) |
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