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(s)considerazioni di una persona (s)gradita
Postato il Tuesday, 02 February @ 01:45:49 CET di root
stephendedalus Scrive "
Mi hanno insegnato che è sbagliato mettere le mani avanti quando si comincia un discorso.
Ho sempre seguito questo principio, ma visti gli ultimi
sviluppi della vicenda, credo sia opportuno fare una premessa
fondamentale prima di cominciare questo mio intervento :
io, Davide Lazzaroni (aggiungerei
anche “in pieno possesso delle mie facoltà
mentali” ma potrebbe essere eccessivo...) parlo a nome
personale e non a nome dell'Accademia della Scherma.
Detto questo, permettetemi di esprimere alcune considerazioni in merito
alla vicenda che ha caratterizzato questo periodo della storia della
scherma italiana... perché , cari amici, che lo si voglia o
no - che ve ne rendiate conto o meno - tutta questa vicenda,
con i suoi protagonisti, i suoi attori e le sue comparse , anche mute,
appartiene già alla Storia della Scherma Italiana; come Nedo Nadi, Masaniello Parise,
la costituzione della FIS
o la nascita della Grande Accademia Nazionale di Napoli.
E non sarà possibile cancellare tutto con un colpo di spugna
o sperare che le cose dette o le azioni fatte saranno facilmente
dimenticate...
Pensiamoci...
La questione, a mio avviso, non è il conflitto fra Crisci e Toràn.
Qui non si tratta di assistere ad una puntata di Forum fra due
dirimpettai che litigano per un muretto che divide le rispettive
proprietà.
Al di là della questione umana, decisamente delicata e
sfiancante, soprattutto per chi è costretto a reggere sulle
sole proprie spalle, non coperte, l'onere di un iter massacrante
all'interno della giustizia italiana, c'è la scherma nel suo
complesso; visto che, fino a prova contraria, la scherma si
può fare solo se ci sono maestri che la insegnano.
Molti miei colleghi fanno finta di nulla o dichiarano apertamente che
la questione AIMS
a loro non interessa affatto.
Alcuni di questi, spero pochi, ci credono davvero ... Un po'
perché dicono , molto ottusamente, "io ho la mia sala di
scherma.. è mia .. ho persino un contratto scritto...",
altri magari perché pensano di essere arrivati nell'Olimpo
degli Intoccabili, dove esiste il Nirvana Magistrale e puoi praticare
una scherma ascetica, lontana dalle miserie dei colleghi che brulicano
sul fondo del barile federale.
Ahimé, purtroppo (ed è davvero un "purtroppo"), i
suddetti miei colleghi non si rendono conto che la questione AIMS ,
così come tutte le questioni che interessano la categoria o
parte di essa, prima o poi finisce per toccarci da vicino ; a
volte proprio in prima persona.
Vogliamo fare un esempio semplice semplice?
Chi è preposto oggi alla formazione del maestro di scherma?
Sappiamo - perché ce lo dice la legge - che i diplomi li
rilascia la Grande Accademia Nazionale di Napoli...
Ma chi si occupa di sostenere il percorso di formazione di un aspirante
maestro? E se domani, per legge, nell'ottica di una maggiore
professionalizzazione dei tecnici, la Federazione, il CONI o il
Parlamento Italiano decidessero che per insegnare scherma bisogna fare
un percorso almeno equiparabile ad una laurea breve in Scienze Motorie
(cosa che io auspico)?... E se per andare ad insegnare nelle scuole
elementari, come già avviene in alcuni casi (esempio Massa
Carrara), esistessero graduatorie di tecnici e facesse più
punteggio una laurea in scienze motorie che anni di pratica di pedana?
Solo piccoli esempi di quanto alcune scelte possano avere ripercussioni
nel quotidiano degli individui .
Disinteressarsi o pensare che la cosa non ci tocchi in alcun modo
è, nel migliore delle ipotesi, una ingenuità, una
miopia.
E' innegabile che Giancarlo ed il Maestro Crisci negli ultimi anni
abbiano lavorato molto, insieme, perché i maestri di scherma
potessero conquistare il ruolo che competeva loro nella Federazione.
Sia dal punto di vista del riconoscimento professionale, sia dal punto
di vista del ruolo decisionale.
Ci sono riusciti, con ostinazione e caparbietà.
Se oggi il Maestro Scarso
è a capo della FIS da due legislature - non nascondiamoci
dietro ad un dito - è... anche... grazie a loro.
Io ho avuto la fortuna di vederli entrambi all'opera, da soli e con
altri, osservandoli mentre lavoravano in pedana, mentre parlavano di
scherma o di altro, per tante settimane, passate insieme (mattina,
pomeriggio e sera) negli ultimi 10 anni. Certo non è stata
una frequentazione quotidiana, ma è già qualcosa.
Di entrambi mi sono fatto un'idea, senza avere affatto la pretesa di
conoscerli.
Da entrambi ho imparato molto.
Il Maestro Crisci
mi ha portato, per contrarietà, a studiarmi a
fondo tutti i trattati nei più piccoli particolari, e la
messa in atto delle azioni descritte, nel tentativo di poter sostenere
a viso aperto anche le domande più insidiose, nelle
situazioni peggiori.
Ricordo ancora la domanda all'esame da Istruttore Nazionale in cui il
Maestro mi chiedeva tutte le uscite in tempo, su tutti i tempi, di una
doppia finta di cavazione circolata e cavazione, partendo dalla parata
di quarta dell'avversario.. o il passaggio dalla parata di quarta alla
seconda nella sciabola (azione che ovviamente non è
contemplata nel trattato di sciabola ma è invece presente in
quello di fioretto).
Giancarlo
mi ha insegnato a non avere una visione ottusa della scherma, a
studiare a fondo i trattati ma con senso critico e in un'ottica di
accrescimento del mio bagaglio culturale e di comprensione della
scherma, anche quella di oggi. "Perché non è
contemplato il passaggio dalla parata di quarta a quella di seconda
nella sciabola...? Andiamolo a ricercare nella storia della scherma...
e perché oggi si fa?... " . Mi ha insegnato la tattica, la
strategia, il metodo applicato alla "scienza" della scherma. Mi ha
insegnato, al pari di altri miei punti di riferimento magistrali, che
sulla pedana ci si confronta in primo luogo come esseri umani; per cui
in gioco ci sono tutte quelle componenti fisiche e psichiche,
emozionali, che sono proprie degli esseri umani - Significa che oltre
al gesto tecnico c'è la psicologia, la pedagogia, la
biologia, la biomeccanica.....
Ciascuno mi ha donato qualcosa del proprio sapere, della propria
persona.
Detto questo, io ho scelto a viso aperto di schierarmi per Aldo Cuomo alle
ultime elezioni dell'AIMS.
Un' Associazione a cui avevo deciso di aderire e contribuire con la mia
partecipazione e il mio impegno, nonostante già da prima
della spaccatura avessi espresso dubbi sulla natura e sull'efficacia di
un organismo associativo di rappresentanza dei maestri all'interno di
uno statuto federale.
Ho scelto di sostenere Aldo Cuomo non per difendere Giancarlo Toràn
( a cui va tutta la mia stima, la mia amicizia, il mio sostegno
– oggi più che mai ) ma perché credevo
- e credo - fermamente in quei princìpi e in quegli
obiettivi su cui mi ero confrontato a lungo, per anni, con Aldo, Alberto Coltorti,
Giancarlo, Giovanni
Rapisardi e molti alti maestri ed istruttori, giovani e
meno giovani, che hanno una visione della scherma in costante
evoluzione, dinamica e soprattutto basata su una forte
professionalizzazione della figura del maestro di scherma. Persone e
professionisti che vogliono veramente, concretamente, migliorare la
nostra disciplina e credono che per ottenere questo scopo sia
fondamentale la formazione di una vera e propria cultura di categoria
per gli insegnanti di scherma.
Ho scelto una parte.
L'ho fatto sinceramente, confrontandomi senza problema alcuno con tutti
gli amici e i colleghi che invece hanno preferito schierarsi altrove.
Non entro in merito alle scelte individuali, che vanno comunque
rispettate.
La sconfitta elettorale ci ha portati a riflettere sulle scelte e sui
percorsi.
Abbiamo deciso così di dare forma fisica ad un'idea che era
nata ben prima di quella sconfitta, cioè la costituzione di
un'associazione di professionisti della scherma, realmente indipendente
rispetto alla Federazione – senza alcuna volontà
di entrare in contrasto né con la FIS, né con la
Grande Accademia di Napoli, né con l'AIMS.
L'Accademia della Scherma, torno a ribadirlo per l'ennesima volta, NON
è nata per andare contro l'organismo tecnico della
Federazione : nei nostri intenti , ben chiari (nero su bianco) e nei
nostri principi costitutivi (altrettanto chiari e facilmente
reperibili), siamo ALTRO e non intendiamo scendere in guerra con
chicchessia.
Rispondo ancora una volta ai tanti dubbi espressi da Enrico nei vari suoi
interventi a riguardo.
Se al momento della costituzione dell'Associazione ci fossero stati
ANCHE tecnici che hanno votato l'attuale consiglio AIMS saremmo stati
ben felici.
Io ho parlato personalmente con Alberto
Bernacchi, con Daniele
Anile, con lo stesso Enrico e molti altri amici che so
condividere da sempre le nostre posizioni – che per un motivo
o per l'altro (non certamente legato agli intenti e agli scopi
dell'Accademia della Scherma) hanno preferito non partecipare, non
iscirversi... o tuttalpiù prendersi un bel periodo di ...
osservazione. Stare alla finestra, come il buon vecchio La Malfa, Ugo.
.
Alcuni lo hanno fatto perché ritengono che l'Accademia possa
essere strumentalizzata da Toràn il Terribile, eminenza
grigia di ogni complotto, latrocinio e ruberia; altri lo hanno fatto
per affetto – perché legati da sincero
attaccamento verso il proprio vecchio maestro – altri per
paura , perché, a detta loro, si sentono un po' minacciati
– direttamente o indirettamente – nelle loro
aspirazioni carrieristiche all'interno del meraviglioso mondo della
scherma italiana.
Non chiedetemi i nomi perché non li farò mai...
Distinguiamo pertanto le posizioni personali da quelle associative.
Io, personalmente, non mi sono più iscritto all'AIMS - non
perché ora sono nel Consiglio Direttivo dell'Accademia della
Scherma, quindi acerrimo nemico (per alcuni) dell'organismo tecnico
della Federazione ; ci sono diversi nostri soci e sostenitori che sono
legittimamente iscritti ad entrambe le associazioni.
La mia scelta di non rinnovare l'iscrizione non è una scelta
associativa; risponde a posizioni squisitamente personali :
1)
il caso Giussani
: a prescindere dalla legittimità o meno delle decisioni
prese dal Consiglio dell' AIMS nella sua prima riunione – ho
ritenuto che tutta l'operazione ai danni di Roberta sia stata quanto di
più squallido, sgradevole, umiliante e ben lontano dallo
spirito della scherma si potesse mettere in piedi. Per giunta tentando
di far passare tutto in sordina – senza comunicazione alcuna
– come un vero e proprio caso di
“epurazione”.
2)
L'assemblea farsa di Rimini,
a cui, ricordo, solo il sottoscritto, Giovanni Rapisardi, Giancarlo
Toràn e Saverio Crisci portarono proposte concrete per le
modifiche statutarie, come richiesto dalla Federazione. Segno che
credevamo ancora molto nel proseguo dell'Associazione.
Stendiamo un velo veramente pietoso sul fatto che si sia cercato (con
successo!) di far votare all'Assemblea un bilancio consuntivo sulla
base del rendiconto di soli due mesi di attività... e che si
abbia giocato alle tre carte con la questione delle modifiche
statutarie – tra eminenti dichiarazioni federali e slanci
alla concordia nazionale...
3)
Tutta la vicenda di Giancarlo,
che si è trovato da solo a sostenere civilmente e penalmente
un accanimento allucinante nei confronti della sua persona. Da solo, a
discapito dei propri mezzi economici e della propria salute fisica,
senza che alcuno, pur avendone capacità e
autorità abbia voluto intervenire per contribuire ad una
risoluzione dignitosa della vicenda, prima dell'irreparabile... E mi
dispiace, amici, io, umanamente e culturalmente, non riesco ad
accettare la logica della disciplina e del rigore a tutti i
costi.......... l'essere umano è più complesso e
migliore della sua riduzione giuridica.
4)
Ultimo ..... ma decisivo per la mia scelta..... il fatto che
tutti gli iscritti all'AIMS, a tempo debito, hanno ricevuto una bella letterina personale,
a spese dell'Associazione e a firma del presidente Crisci, in cui
veniva ricordato loro il termine di validità della propria
iscrizione e sollecitato, nominalmente, il rinnovo della stessa per
l'anno entrante.............. a tutti.... tranne al sottoscritto e
pochi altri soci.... guarda caso proprio i più attivi
oppositori. Segno che l'Associazione, con il nuovo corso, ha preferito
chiederci di non partecipare più . Persone non gradite.
Scelte personali, motivate ed argomentate – ripeto - che non
possono e non devono essere strumentalizzate come posizioni
dell'Accademia della Scherma, al pari delle sentite esternazioni
dell'amico Toni; toccato nel profondo da tutta la vicenda che ha
coinvolto il suo maestro e suo grande amico.
E sappiamo bene tutti cosa significhi il rapporto fra maestro ed
allievo, dentro e fuori le pedane...
L'Accademia della Scherma, come ho scritto altrove, prosegue la sua
strada, passo dopo passo, con tante idee e progetti che nulla hanno a
che vedere con guerre associative.
La posizione ufficiale della nostra associazione, come vuole lo
statuto, è espressa dal suo presidente, Alberto Coltorti o
da chi viene delegato dall'Assemblea a rappresentarla in alcune
occasioni.
Un abbraccio a tutti, indistintamente,
Davide
Lazzaroni |
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Re: (s)considerazioni di una persona (s)gradita (Voto: 1) di danieleanile (danieleanile@hotmail.com) il Tuesday, 02 February @ 15:41:23 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Visto che sono stato tirato in ballo, vengo a farmi volentieri un giro di valzer con il mio amico (ed è vero) Davide. Tra l'altro ho apprezzato, e lui lo sa, la citazione.
Tante volte negli ultimi tempi, e non solo, ci siamo trovati ai vari corsi o in giro per l'Italia, a discutere e a chiaccherare di scherma e della figura del Maestro (sempre maiuscolo per me, chiunque esso sia) in particolare; l'ultima volta proprio alla vigilia della fondazione dell' Accademia della Scherma. Ora, premettendo che non entrerò nei particolari della diatriba tra il Maestro Saverio Crisci e il Maestro Giancarlo Toràn (in ordine squisitamente d'età) e che ovviamente, parafrasando lo stesso Davide, parlo soltanto a nome mio, mi piacerebbe poter esprimere un paio di concetti, che Davide già conosce ma che potrebbero essere interessanti anche per gli altri.
Innanzitutto credo fermamente che Davide e gli altri fondatori dell' Accademia avessero e abbiano tutto il diritto di istutuire una nuova associazione. Il problema a mio avviso e se quest'ultima avesse senso adesso. Mi spiego: nelle nostre chiaccherate io e Davide abbiamo sempre individuato il problema attuale della classe magistrale nella sua trasformazione in qualcosa di diverso rispetto a 10 anni fa e quindi spesso abbiamo individuato nell' AIMS un ente che rischiava di restare un pò indietro rispetto alle reali esigenze dei maestri. A questo punto però i nostri discorsi divergevano: io sono ancora convinto che l'aims vada trasFORMATA dall'interno in qualcosa di diverso e non vedo sinceramente il motivo della FORMAZIONE di un'altra associazione che anche se, magari parte con nobili intenti, rischia di spaccare ancora di più il fronte dei maestri. Forse anche la tempistica ha portato me e altre persone a pensare che l'accademia nascesse in maniera anomala. Magari se fosse nata prima o dopo sarebbe stato più facile un confronto che invace spesso, purtroppo, cade troppo su questioni personali e per niente ACCADEMICHE. A questo proposito noto che sulla questione Crisci -Toràn (sempre in ordine d'età) siano sempre le stesse persone a intervenire e questo mi dispiace perchè è già capitato che le discussione vertessero su argomenti molto lontani dalla verità e nessuno dei partecipanti alla discussione,che io sappia, ha mai chiesto all' aims ragguagli e chiarimenti. Forse sarebbe ora di farlo. Infine due parole sul MIO Maestro Saverio Crisci: credo che difficilmente sia imputabile a lui, lo scarso operato dell' aims di questi ultimi tempi. In realtà sono state organizzate varie attività...ma è un pò difficile se ti tagliano i fondi e ti cancellano gli stage.
Spero di non essere stato pesante o polemico.
Grazie
M.° Daniele Anile (seduto tranquillo e rilassato alla sua scrivania)
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