Account utenti
Come si impugna il fioretto
Postato il Thursday, 04 February @ 02:46:40 CET di caterpillar
Scherma Giancarlo Toran scrive:








E’ raro, persino nei trattati di scherma, trovare una descrizione precisa del modo di impugnare l’arma.
Vi propongo qui un articolo di Nedo Nadi, apparso nel 1928, proprio su questo tema.
Il glorioso fioretto italiano è ormai nella storia: non lo usa più nessuno. Eppure, è stata la prima arma che mi è stata messa in mano dal mio Maestro. Sono passato presto all’anatomico, ma qualche traccia, sul dito indice della destra, è rimasta.
Perché è scomparsa, l’impugnatura nazionale? Credo, in primo luogo, per la minor difficoltà di impugnare l’anatomico, o ortopedico: che si è affermato, nel fioretto, anche sul manico liscio, quello francese, che lascia, sì, maggior libertà alla mano, ma richiede lunga educazione.
In secondo luogo, l’avvento dei colpi fortemente angolati, ampi, e poi dei colpi di fuetto, sferzati, conferisce alla presa sull’anatomico, più potente, un vantaggio evidente.
Si può essere di opinione contraria, ma il dato di fatto è innegabile. Oggi tutti i fiorettisti di alto livello, e quasi tutti gli altri, usano impugnature simili.
A poco servirà quindi, forse, la descrizione di Nedo Nadi: salvo che agli storici, per cui sarebbe istruttivo seguire le progressive modifiche del modo di impugnare l’arma italiana, da che si usava anche di taglio, e poi solo di punta, col quadrello, fino a Nadi, e poco oltre.
I trattati le registravano, ma non le spiegavano.
Tuttavia, dalla lettura di questo brano potremo comprendere almeno la cura che si metteva nei dettagli, e l’importanza della sensibilità delle dita, che governavano una punta costretta ai più fini ricami.
Buona lettura

Giancarlo Toràn


Ecco come Nedo Nadi impugna il fioretto.

COME SI IMPUGNA IL FIORETTO

Il modo d'impugnare l'arma costituisce l’abbicì della scherma, e se qualcuno, fosse pure un campione, non vi ha mai badato, farà bene a ricredersi, e ad ascoltare i consigli che impartisce un maestro insuperabile, Nedo Nadi, a proposito del fioretto.
L'italiano o il francese? Dell'italiano, naturalmente, intendo parlare, ma anche se dovessi occuparmi del francese poche sarebbero le varianti ché la scherma di fioretto, praticata con l'una o l’altra arma, è fatta oggi di sensibilità, di precisione, di leggerezza.
Le due fotografie qui riprodotte mi aiutano alla spiegazione. La mano che voi vedete, prima chiusa e poi aperta, è la mano d'uno schermidore italiano assai noto. Quella chiusa stringe idealmente l’arma che il pollice e l'indice guidano nei piccoli, talora impercettibili, movimenti, mentre il medio si appoggia sul gavigliano per rafforzare la presa ed accompagnare con maggiore autorità la stretta del pollice sul ricasso, l'anulare serra il manico e il mignolo aiuta la presa dell'anulare o non serve affatto. Nell'illustrazione il mignolo è, come io preferisco, staccato dal manico e quasi ripiegato nel cavo della mano, assolutamente inutile alla condotta dell'arma.
Questo modo di impugnare il fioretto può considerarsi il migliore per tenere l'arma in modo che essa corrisponda a tutte le esigenze della tecnica moderna: esso deve servire di base al principiante ma sarebbe certamente pedanteria affermare che chiunque impugni il fioretto con leggere varianti non è mai uno schermidore degno. Il novanta per cento dei Maestri d'oggi mettono in mano l'arma al novizio più o meno secondo i principii sopraccennati, ma l'allievo, con l'andare del tempo, plasma da sé la propria mano a seconda delle proprie attitudini. Su cento schermidori già formati, difficilmente possono trovarsene due che impugnano il fioretto, millimetro per millimetro, alla stessa identica maniera, ma quel che occorre precisare sono piuttosto gli errori in cui non soltanto il principiante ma talora anche lo schermidore provetto incorrono spesso per insufficiente sorveglianza dell'insegnante.
Vi sono alcuni fiorettisti che non tengono il pollice di piatto sul ricasso, altri che ripiegano il medio sull'archetto fino alla seconda falange, altri infine che avvolgono quanto più possono l'anulare e il mignolo sul manico.

Le caratteristiche di una mano di fiorettista: si notino le leggere deformazioni delle punte dell'indice e del medio.

A mio parere tutti questi modi di impugnare l’arma sono condannabili perché in ogni caso vengono tolte alla mano quella sensibilità e quella dolcezza che sono indispensabili per potere guidare il fioretto nel gioco sottile che è proprio della scherma d'oggi.
Ad un profano può sembrare ozioso e magari pedante che si debba far questione di millimetri, ma se si pensa soltanto che un infinitesimo spostamento all'impugnatura porta seco uno spostamento di qualche centimetro alla punta, è facile rendersi conto di come sia necessario curare, specialmente per le azioni offensive, la corretta tenuta dell'arma. Nella scherma, come oggi si pratica, lo svincolo della punta ha un'importanza grandissima, e, senza entrare in particolari tecnici con i quali non intendo affatto impaurire il benevolo lettore, credo di poter affermare che senza, come si dice, « sentire la punta sulle dita », cioè senza reggere il fioretto con delicatezza, né l’azione offensiva può esser fina né la difensiva può essere seguita prontamente dalla risposta ben diretta.
Il fioretto italiano, come ognun sa, è poi generalmente assicurato al polso da un cinghietto o tenuto stretto alla mano da una legaccia.
Per il fioretto francese, come ho detto in principio, poche sono le varianti. Pollice e l'indice non cambiano sostanzialmente la loro funzione e la loro posizione, il medio invece, in mancanza del gavigliano, si allunga direttamente sul manico rafforzato dall'anulare e magari dalla punta del mignolo. Se il fioretto italiano è bene impugnato, la sensibilità è eguale a quella che si ottiene con il fioretto francese e maggiore ne è la potenza; se male impugnato resta maggiore e magari aumenta la potenza, ma si perde in sensibilità.
Ho sentito dire parecchie volte che il fioretto italiano rovina la mano. Una volta, è vero, i fiorettisti nostri che lavoravano seriamente avevano sul lato destro del medio una forte callosità e un'altra meno marcata ne avevano sul lato sinistro dell'indice. Con la scherma attuale, più fina, più duttile della scherma d'un tempo, le callosità tendono a sparire o quanto meno ad alleggerirsi.
Si guardi del resto l'illustrazione che riproduce la mano aperta. Si può dire che essa sia, in realtà, come alcuni pretendono, una mano deformata? Ed è, ve lo assicuro, la mano di un uomo che ha impugnato il fioretto assiduamente per qualche decennio. Qualche lieve differenza fra la destra e la sinistra tuttavia non può fare a meno di riscontrarsi. Osservate l'indice che è leggermente ricurvo, osservate il medio che in tanti anni di esercizio costante ha sopportato la maggior fatica ed ha preso una linea irregolare, tantoché si distacca nettamente dall'anulare fra la prima e la seconda falange.
Tutte le pretese deformazioni son qui, ma dovete confessare che bisogna cercarle con la lente d'ingrandimento. La mano destra è nello schermidore certamente più sviluppata della sinistra, più larga, più muscolosa specialmente verso la base del pollice. Io non sono d'opinione che valga la pena di correggere questa lieve differenza di sviluppo usando di pari passo le due mani poiché la scherma ambidestra può essere ed è anzi certamente una eccellente ginnastica, ma toglie allo schermidore ogni possibilità di aspirare alle vette supreme dell'arte.
Per riuscire nella scherma, oltre alle doti naturali che solo il buon Dio può largire, occorre essere iniziati da giovani, gradatamente, plasmando la mano e il corpo al particolare esercizio, assimilando la meccanica, rendendo naturali, istintivi i movimenti che al principio costano fatica. Poi verrà il lavorio mentale, il gioco di scacchi, la parte intellettiva che fa del nostro sport veramente il più completo, il più appassionante, il più nobile.
lo non scriverò forse mai un trattato di scherma, ma l'abbiccì come io lo concepisco, oggi ve l'ho detto. Gli schermidori che m’hanno seguito sono invitati a controllare la posizione della loro mano. Se sarà come io l'ho descritta, l’abbiccì è imparato e converrà passare alla grammatica e alla sintassi; se sarà piuttosto diversa, o si potrà correggere o bisognerà creare un'altra disciplina.

NEDO NADI






 
Links Correlati
· Inoltre Scherma
· News by caterpillar


Articolo più letto relativo a Scherma:
Maestri di scherma

Opzioni
"Login" | Login/Crea Account | 2 commenti
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati

Re: Come si impugna il fioretto (Voto: 1)
di Spadista_Bisex il Tuesday, 09 February @ 11:12:23 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Torno a scrivere su questo sito dopo tanto tempo, a seguito del mio annuncio di abbandono, sul quale, come potete leggere, avrei ritrattato al cessare delle strumentalizzazioni.

Lo ammetto, sono stato per qualche tempo lontano dal sito, ma negli ultimi mesi ho seguito in modo assiduo le sue dinamiche.

Commento questo articolo perché rimango perplesso e meravigliato del fatto che non abbia ricevuto neppure un commento. Io ho letto questo bell'articolo di Nedo Nadi tutto d'un fiato, e appena pubblicato mi aspettavo che qualcuno scrivesse qualcosa, e invece niente: forse che il lato "giocato" e "reale" della scherma non interessa più nessuno?

Detto questo, io ancor prima di finire di leggere l'articolo ho controllato la conformazione delle mie mani, anche se immagino che l'impugnatura anatomica abbia un effetto di gran lunga diverso rispetto a quello dell'impugnatura italiana (che ho però usato da bambino, quando ho iniziato a tirare di scherma). Ho notato però che, come sostiene proprio Nedo Nadi, il medio si distacca dall'anulare in modo abbastanza netto, forse ancor più di come descritto nell'articolo, perché non è solo la falange media che si distacca, ma è anche quella prossimale. Invece, le falangi distali dell'indice e del medio non sono incurvate.

Ho trovato poi interessante la riflessione sull'opportunità di correggere il difetto fisico (nella fattispecie dell'articolo, la mano sinistra meno sviluppata rispetto alla destra). Ma non si tratta solo di mani: io stesso ho la spalla destra molto più sviluppata della sinistra, e la stessa cosa (anche se in misura minore) vale per i muscoli delle gambe. Quando guardate la scherma in tv (dico in tv perché gli schermitori di alto livello sono sottoposti, immagino, a regimi di allenamento intensi) osservate le gambe degli schermitori: noterete che quella corrispondente al braccio armato è più sviluppata dell'altra.



WebMaster -=| Daniele De Benedictis |=-