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Niente catene alla Rete
Postato il Friday, 05 February @ 15:04:25 CET di caterpillar
Parole in libertà Firmate, se volete, quest' appello contro la prospettiva di mettere un bavaglio a Internet.









ROMA, 3 febbraio - In seguito alla riunione sul testo Romani, Articolo 21 (quotidiano online per la libertà d'espressione) quest'oggi ha convocato  le organizzazioni sindacali,  le associazioni del cinema, dell'audiovisivo, della fiction e della rete per evitare di mettere il bavaglio alla libera informazione. Giuseppe Giulietti si è così espresso: "Ci riserviamo di valutare il testo sul cosiddetto regolamento Romani che prefigura un riassetto del sistema dei media senza neppure passare per il dibattito parlamentare e producendo così la figura del regolamento breve, la via breve al conflitto di interessi".

 

Giulietti ha poi aggiunto: "Non abbiamo alcuna intenzione di accettare questa strada. E per queste ragioni Articolo 21 ha già deciso di convocare per lunedì prossimo la rete della Costituzione con giuristi e costituzionalisti per valutare modi e forme di iniziative politiche e legali da assumere nelle sedi internazionali e nazionali. Con la stessa fantasia che ha adottato il governo per concepire queste norme relative a internet non sarà difficile attuare modi e forme per disattivarle e far ammattire gli autori di questa mirabile pensata".

Intanto l'Associazione ha promosso una raccolta firma per tutelare l'attività in rete. "Giù le mani dalla Rete" è l'appello lanciato, al quale è possibile dare il proprio sostegno.

"Il decreto Romani (Decreto Legislativo n. 169) prevede misure restrittive per la rete che segnerebbero la fine della libertà di espressione sul web. Misure stringenti che vietano a tutti i blogger, alle web tv e ai siti web di pubblicare filmati con immagini in movimento che raccontano, di fatto, la vita degli italiani, i fatti di cronaca, inchieste sonore e non. Una misura che  non accettiamo e per la quale, in caso di approvazione del decreto, ci impegnamo a contestare con la nostra obiezione di coscienza civile. " è quanto si legge nel testo della campagna firme.

 




Nota: Invito tutti i siti internet che a qualsiasi titolo linkano schermaonline a pubblicare quest'appello.

 
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Re: Niente catene alla Rete (Voto: 1)
di schermaonline il Friday, 05 February @ 19:40:30 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.schermaonline.com
Accidenti che senso libertario nel mondo della scherma!
Finora non l'ha firmato nessuno, l'appello.
Non c'è che dire: meritate un'informazione libera.



Re: Niente catene alla Rete (Voto: 1)
di enricodiciolo il Friday, 05 February @ 22:10:26 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.cspdiciolo.it
firmato



Re: Niente catene alla Rete (Voto: 1)
di wandavalgimigli il Friday, 05 February @ 22:39:49 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
in perfetta sintonia, firmato!!!



Re: Niente catene alla Rete. Ma siete sicuri? (Voto: 1)
di RiccardoBonsignore (avvbons@libero.it) il Friday, 05 February @ 23:40:51 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Mi domando come si faccia a potere richiedere di aderire ad un appello contro qualcosa, senza spiegare in cosa consista questo qualcosa.
Non mi pare un'operazione intellettualmente corretta e invece mi pare un proclama politico, lo dico senza peli sulla lingua, come sempre.
Chi tra coloro che hanno aderito ha una vaga idea di che si tratti?
Credo quasi nessuno.

Ebbene, si tratta di un decreto complicatissimo e lunghissimo (sono 34 pagine) di difficile lettura anche per un giurista esperto che ha per oggetto l'esercizio delle attività televisive applicabile nei confronti di tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi e di radiofonia.
L'art. 4, in particolare, si occupa di servizi veicolati mediante siti internet, ma specifica anche "non rientrano nella nozione di servizio di media audiovisivo i servizi prestati nell'esercizio di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva".

Per cui non mi pare proprio che la libertà d'espressione sul web sia in pericolo imminente di vita, sebbene debba convenire che la disciplina dell'art. 4 è troppo capillare e bizantina e che possa essere nettamente migliorata.

Questo decreto, poi, disciplina anche aspetti importanti, come le garanzie per gli utenti (art. 5), come la tutela dei minori (art. 9), come le interruzioni pubblicitarie (art. 11).

Emendare e rivedere l'art. 4 mi potrebbe anche trovare interessato, ma perchè gettare alle ortiche anche le parti valide di questo decreto?



WebMaster -=| Daniele De Benedictis |=-