First time's a charm
Postato il Monday, 08 February @ 21:03:31 CET di root Pasquale Giordano scrive:
Lunedi 8 febbraio 2010.
E' stato uno dei più avvincenti degli ultimi anni.
Parlo del 44° Super Bowl: la manifestazione sportiva più seguita negli USA.
Mancano tre minuti al fischio finale.
Il punteggio è 24-17 per i New Orleans Saints.
Il drive è in mano ai Colts di Indianapolis,
che stazionano sulle 34 yards avversarie.
UP!
La palla arriva nelle mani di Payton Manning. Tre
passi indietro. Rapido sguardo a destra e sinistra. Lancio. Boato del
pubblico.
A ricevere la palla, o meglio ad intercettarla, è il
cornerback Saint che indossa il numero 22: Tracy Porter.
Eppure il match, era cominciato in maniera diversa.
1st
quarter
Il primo quarto è tutto di marca Indianapolis.
Prima un field goal piazzato dalle 37 yards e poi, magnificamente, un touchdown.
Ma sminuire quest'ultima azione di gioco in due parole sarebbe un
crimine. Già, perché
i Colts sono ripartiti dalle proprie 3 yards, con
l'intera lunghezza del campo da dover percorrere per chiudere il drive
con il massimo punteggio. Ecco che viene fuori la capacità
di lettura della difesa del perfezionista quarterback
dei Colts Payton
Manning.
Dalle tre yards decide per un running game, conquista il primo down e
da questo momento saranno running game spesso per Joseph Addai.
Sembra il lavoro certosino di una operosa colonia di formiche che
lentamente conquistano terreno fino ad arrivare a ridosso delle 20
yards avversarie.
L'abile Manning guarda verso sinistra ma sa
già la traccia che correrà il suo wide
receiver Pierre
Garçon.
Lancia un touchdown-pass per le mani del numero 85
haitiano Garçon che controlla la palla e
regala altri 7 punti ai Colts che chiudono il primo quarto 10-0.
2nd quarter
Durante la pausa, i solerti addetti alle statistiche
della CBS ci informano che nessuna squadra
è riuscita in un Super Bowl a recuperare
uno svantaggio superiore ai 10 punti.
Come suonasse d'avviso ai Saints che nel secondo
quarto segnano due field goal con Garrett
Hartley (il kicker più pagato
della NFL) approfittando della temporanea sterilità
dell'attacco del midwest.
Anche il secondo quarto regala emozioni.
Ad esempio c'è il sack da parte di uno
degli uomini più attesi di tutti, Dwight Jason Freeney (a
rischio la sua presenza fino all'inizio del match) ai danni del
qb Drew Brees.
C'è il wide receiver Saints, Marques Colston, che
cade a pochi metri dalla end zone Colts.
O la corsa del running back Mike
Bell (Saints) che perde l'appoggio del piede
sinistro nel momento del cambio di passo proprio a poche iarde dalla
end zone.
Oppure l'ultimo tentativo dell'attacco di New Orleans che si
affida alla corsa del running back Pierre Thomas,
respinto al mittente da 4/5 uomini della difesa Colts.
Sembra impossibile per New Orleans rimontare ma si
chiamano Saints e non bisogna mai disperare.
Halftime
Show: Rock'n'Roll
Il giovane gruppo The
Who (o quel che ne rimane, ahimè)
strimpella qualche canzonetta poco conosciuta dal pubblico.
È un omaggio ad una nuova serie televisiva americana che
prima o poi arriverà anche in Italia. Il titolo è
tutto un programma: CSI. Vorrebbe dire pressapocoCrime Scene
Investigation.
3rd
quarter
Riprendono le ostilità.
A calciare sono i Saints che riprendono il gioco con un safe
kick ovvero con un calcio breve in modo da poterlo subito
recuperare avendo così la possibilità di
attaccare.
Succede proprio questo e nello sviluppo dell'azione Pierre Thomas corre
una traccia stranissima lasciando sul posto buona parte
della difensive line Colts, conquistando un touchdown che
porta per la prima volta in vantaggio i Saints. Payton Manning si
sente minacciato dall'intraprendenza dei Saints e decide per
il passing game di quasi 40 yards. L'azione continua e quando sono a
dieci metri dalla end zone dei Saints, Manning affida la palla
a Joseph
Addai che copia l'azione precedente
di Pierre Thomas ma ci infila due o tre veroniche.
Risultato: touchdown e punteggio 17-13 per i Colts.
Loro ancora non lo sanno ma saranno questi gli ultimi punti che
segneranno in questa serata, mentre i Saints accorciano le distanze
grazie all'ennesimo field goal di Garrett
Hartley.
4th
quarter
Comincia il quarto e ultimo quarto.
I Colts sembrano forti della convinzione che il
più è stato fatto o che comunque sono in grado di
riagguantare i Saints in qualsiasi momento.
Manning e i suoi non spingono mai sull'accelleratore. Quando
provano a farlo vengono tenuti spesso a bada dalla poco attenta ma
comunque efficace linea difensiva dei Saints. Payton Manning lancia
per Austin Collie che
però viene anticipato da Jonathan Vilma,
passaggio incompleto e possibilità di segnare un field goal
per Matt Stover che
però calcia fuori misura.
Manning comincia a mostrare segni di nervosismo.
Pronta la reazione dei Saints che di forza entrano
nella end zone avversaria sfruttando anche la potenza
del tight end Jeremy
Shockey.
22-17 per i Saints che invece di trasformare il
touchdown con un calcio (un punto aggiuntivo) decidono di convertirlo
con un tentativo di touchdown (due punti aggiuntivi) per provare a
mettere quanti più punti possibili tra loro e
i Colts. Drew Brees lancia
per Lance Moore che
riceve ma cade lasciando qualche dubbio sull'effettiva posizione della
palla e del corpo.
Gli arbitri decidono che è passaggio incompleto. Sean Payton, head
coach dei Saints, sfrutta uno dei suoi
due challenge per usufruire dell'istant replay
permettendo agli arbitri di tornare sui loro passi e assegnare due
punti ai Saints che allungano a 7 i punti
dai Colts, esattamente la lunghezza di un touchdown
convertito.
L'appuntamento
mancato: intercept
Il cronometro dice che mancano 3 minuti e 24 secondi alla fine di
questo Super Bowl.
I Colts sono in attacco. Payton Manning lancia
la palla nel punto in cui tra qualche millesimo di secondo ci saranno
le mani del suo wide receiver Reggie Wayne.
Il mestiere del qb è difficile e duro, la scelta del tempo
è fondamentale. Bisogna lanciare la palla prima che la
traccia sia stata completata dal wide reciver.
Bisogna affidare la palla al vento sperando che giunga in perfetto
orario all'appuntamento.
Nella piacevole notte di Miami, la palla lanciata
da Manning non incontra le mani di Reggie
Wayne ma quelle di Tracy
Porter, corner back Saints, che per mostrare di
aver gradito l'inatteso dono lo va a riportare indietro di 74 yards,
fino alla end zone.
Scrivendo fine al quarantaquattresimo Super Bowl.
First time's a charm[ESPN
America cit.]
New Orleans Saint vincono per la prima volta il Super
Bowl.
Per la città bagnata dal
fiume Mississipi è un autentico giorno di
festa.
In seguito all'uragano Katrina di 4 anni fa, era
stata paventata l'ipotesi che la franchigia avrebbe potuto essere
traslocata in qualche altra città della Louisiana.
Per fortuna ciò non è mai avvenuto. Ecco
perché quando a Bourbon Street, nel quartiere
francese, si comincia a dare il via alle danze a qualcuno saranno
sembrate danze liberatorie. La festa durerà qualche
settimana vista la concomitanza con il Mardi Gras.
I Saints sono in paradiso, hanno vinto il loro primo
Super Bowl, Who Dat!