Flash Mob: nonsense virale
Postato il Monday, 08 February @ 21:26:19 CET di root Pasquale Giordano scrive:
Stazione Termini di
Roma, sabato 6 febbraio.
Chiunque sia capitato da quelle parti, mentre un centinaio di persone
ballavano su musiche coreografate, deve aver pensato di trovarsi sul
set di qualche film in stile musical.
Invece si sbagliava: si trattava di un flash mob,
un appuntamento virale per ridere e sentirsi tutti più
liberi.
Un flash mob (o flashmob) è un vasto gruppo di persone che
si riunisce all'improvviso in un luogo pubblico, per compiere un atto
insolito e inutile per un breve periodo di tempo, per poi rapidamente
disperdersi.
Il termine flashmob è generalmente applicato solo ai raduni
organizzati via sms, e-mail e comunque mai a raduni con
finalità politiche o di marketing.
Il primo flashmob è stato creato nel 2003 a Manhattan (New York) da Bill
Wasik, senior editor Harper's Magazine.
Le origini di queste manifestazioni lampo erano sconosciute fin quando
nel 2006 lui non ha scritto un articolo su Harper's Magazine.
Il primo tentativo non ebbe successo perché qualcuno
avvisò della loro presenza lo store dove si sarebbe dovuto
tenere l'evento.
I tentativi successivi però andarono meglio. Come quando in
centinaia si presentarono in un negozio di tappeti, raccolti tutti
intorno al più grande dei tappeti dissero ai venditori che
facevano parte di un "gruppo dell'amore" e che avevano bisogno di un
grande tappeto per amarsi. O quando circa duecento persone affollarono
un negozio di scarpe a Soho comportandosi come se
fossero sopra un bus turistico.
In Italia non è insolito partecipare,
assistere o leggere di qualche flash mob come la lotta dei cuscini
(soft fight anche se negli USA si chiama pillow
fight) a piazza Trilussa a
Roma.
Come il Moto Gp a Bologna
(naturalmente a piedi).
Sempre a Bologna hanno provato a lamentarsi tutti insieme
al Mc Donald's di via
Indipendenza dei regali trovati nell'happy meal: telefoni
cellulari oppure orologi non graditi.
Come i gavettoni in piazza a Catania.
Come a Milano
dove sulle note della colonna sonora de Il tempo delle Mele,
200 persone hanno abbracciato e baciato i passanti.
Come a Padova
dove hanno tentato di spostare l'edificio che ospita
il Caffè Pedrocchi di un metro,
naturalmente gridando tutti insieme "Oh Issa"(foto).
Come il concerto immaginario di una Air
Orchestra a Pordenone o
a Milano.
Come il cosiddetto frozen durante
il quale tutte le persone rimangono immobilizzate come fossero
congelate.
O meglio ancora come il primo flash mob del 2003 a Roma.
Centinaia di persone si sono riversate dentro alle Messaggerie Musicali Roma in Via
Del Corso chiedendo informazioni su libri cd e autori
completamente inventati.
Un evento tra happening e il nonsense, tra tecnologia e trasgressione,
che finisce sempre con un applauso generale e una sensazione di
leggerenza e di allegria.
Un modo per alleggerire le pressioni che la società ci
dà giorno dopo giorno, tenendo fede al famoso principio che
non bisogna mai prendersi troppo sul serio.
Un grande scherzo di gruppo. Insensato, il gruppo,
naturalmente.
P.S.: per i prossimi appuntamenti consultare il sito ufficiale
del flash mob Italia