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CLOSING THE DISTANCE: la storia di un cammino alla ricerca di sé
Postato il Saturday, 23 September @ 19:48:33 CEST di autore1
LA RAGIONE
Poco prima che Jeff nasca, suo padre Danny Bukantz, schermitore di Fioretto, vince nel Milwaukee il suo quarto campionato nazionale e, prima ancora, rappresenta il suo Paese, gli Stati Uniti d'America, alle Olimpiadi del 1948, del 1952 e del 1956.
Jeff, che da ragazzo arriva a pesare 115 Kg. per circa 180 cm di altezza, decide solo tardivamente di seguire le orme del padre Dan tentando di bissare i suoi allori, ben consapevole di non possedere nè la sua costituzione fisica né le sue innate abilità.
Malgrado ciò diventa uno schermitore di buon livello: vince competizioni importanti e manca solo per una o due posizioni il team olimpico, risultati che tuttavia non gli consentono di raggiungere il valore tecnico e la fama del padre.
Ma Jeff persevera continuando a impegnarsi a 360°: sviluppa iniziative e promuove attività di cui non sarà mai lui a beneficiare; intraprende la carriera arbitrale arrivando, malgrado il caratteraccio che lui stesso ammette, alle Olimpiadi; diventa membro della Commissione regolamenti della FIE e nel 2004 gli viene assegnato il compito, lo stesso del padre trent'anni prima, di guidare la squadra americana alle Olimpiadi del 2004 e al primo oro in cent'anni.
IL CUORE
Due uomini protagonisti di vite rilevanti e di straordinari momenti schermistici, ognuno a suo modo: sono Jeff Bukantz e suo padre, e la distanza cui fa rifermento il titolo del libro è quella che c'è stata fra loro.
Closing the distance, contemporaneamente diario sentimentale e cronaca sportiva, racconta le loro esperienze schermistiche internazionali e il percorso intimo dell'autore che rivela le sue doti di grande umanità attraverso la descrizione del rapporto con suo padre, la sua aspirazione di essere un figlio all'altezza di un uomo leggendario e l'esigenza di emergere dal costante confronto con un genitore inconsapevolmente ingombrante.
Pur realizzando di non possedere le stesse abilità sportive di Dan, Jeff Bukantz decide di distinguersi e sceglie la strada più difficile ma più coerente, ovvero quella di conquistare la sua autonomia allenandosi con ciò che possiede: umiltà, determinazione e lungimiranza.
Il suo Bar Mitzvah (*) schermistico, la sua emancipazione, avviene ai Giochi Mondiali Maccabei (**) di Israele del 1989 quando, vincendo due medaglie d'oro per la scherma, nella spada e nel fioretto, inizia a limitare la distanza tra lui e suo padre di fronte all'ambiente sportivo ma, soprattutto, dentro di sé.
Closing the distance va da una vita all'altra ripercorrendo un periodo storico a tratti parallelo eppure differente, scandito da competizioni sportive, umana competitività e aneddoti su protagonisti della scherma.
Fra le sue pagine, solo apparentemente semplici forse perché alcuni sentimenti sono conosciuti fra chi legge, c'è intelligenza e profondità, ragione e sentimento.
Utile in particolare ad atleti che seguono per piacere o per obbligo le orme dei genitori e ai genitori che spesso non capiscono le difficoltà dei figli.
Il testo è di facile lettura anche per chi non ha una grande padronanza delle lingua inglese e sarà in vendita ai Mondiali di Torino presso lo stand FencingPhotos.
"Closing the distance" stimola la ragione e arricchisce il cuore.
(*) Rito ebraico che segna il passaggio dall'infanzia alla vita adulta
(**) I Giochi Maccabei si tengono ogni quattro anni fra atleti che condividono la religione e la cultura ebraiche, come il famosissimo campione olimpico Mark Spitz.
Ella Loescher
23 settembre 2006
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