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Antonio Di Ciolo. La preparazione fisica nella Scherma
Postato il Sunday, 26 November @ 12:15:52 CET di root
antoniodiciolo Scrive " I dirigenti di molte società tendono spesso a offrire il servizio della preparazione fisica ai propri iscritti essenzialmente per assicurarsi di non perderli e per non soffrire la concorrenza delle altre palestre.
In realtà, questo è un modo di pensare inadeguato.
Io considero la preparazione fisica un elemento fondamentale, utile a sviluppare e rinforzare tutte le capacità e abilità motorie correlate, indispensabili nella pratica della scherma.
Per questo motivo presento ai bambini una serie di giochi (palline, stecche, sagome etc.) che li incitino a compiere nel modo più naturale possibile quei movimenti (distensione del braccio, passo avanti e indietro, affondo etc.) che poi torneranno loro utili nella scherma.
La lezione tecnica ha poi lo scopo di affinare gesti e movimenti nel contesto delle varie situazioni schermistiche.
Un concetto fondamentale che mi ha distinto da altri maestri di scherma è considerare la preparazione fisica parte sostanziale della formazione dello schermitore e del suo percorso apprenditivo.
Il fine della preparazione fisica è il completamento delle qualità genetiche e delle abilità psico e sociomotorie necessarie al bagaglio fisico dello schermitore.
Ho sempre tenuto presente la necessità di far apprendere ai miei allievi, attraverso la preparazione fisica, le posizioni schermistiche (guardia, affondo, passo avanti e passo indietro), la destrezza, la scelta di tempo, il quando, il dove, il come e il perché di ogni gesto eseguito.
Attraverso giochi per i più piccoli ed esercizi speciali per i più grandi, è perseguibile il fine di sviluppare quelle abilità motorie che servono all’espletamento delle azioni schermistiche, e che la scherma contribuisce a sviluppare e rafforzare.
In quanto maestro e allenatore di scherma ho sempre seguito questo percorso di formazione delle capacità e delle abilità motorie, e ho delegato mio figlio Enrico a seguire i ragazzi più grandi nella preparazione fisica, laddove i giochi vengono sostituiti con esercizi specifici (pesi, corse, salti) atti a potenziare le capacità e le abilità già acquisite, e a far acquisire quelle ancora mancanti (potenza, velocità , elasticità , resistenza).
Che io abbia scelto di delegare mio figlio come preparatore fisico dei nostri ragazzi non è un fatto casuale, ma basato su dati di fatto tangibili e indiscutibili.
Nel 1986 Enrico è divenuto maestro di scherma e nel 1994 si è diplomato all’I.S.E.F. di Firenze con una tesi sui disabili e la scherma, acquisendo in tal modo le competenze sia generiche sia specifiche necessarie all’espletamento dell’attività in palestra.
Sin da subito Enrico è stato in grado di adattare le proprie conoscenze generiche, raggiunte attraverso lo studio teorico della preparazione fisica, alle situazioni specifiche e speciali della scherma, ottenendo i risultati migliori nell’allenamento dei nostri schermitori.
A partire dal 1989 e fino all’anno 2000, Enrico ha programmato e seguito, per esempio, la preparazione fisica di Alessandro Puccini.
Ancora oggi è a lui che affido la preparazione fisica di Toti Sanzo, e di tutti gli altri atleti appartenenti ai diversi livelli.
Visti i risultati ottenuti in ambito nazionale, internazionale e mondiale dai nostri schermitori, posso garantire che una figura professionale come quella di Enrico, operante non a latere bensì in sintonia con le esercitazioni tecniche specifiche della scherma, sia oltremodo indispensabile per continuare a conseguire risultati come quelli finora raggiunti.
In ogni momento dell’anno schermistico, Enrico fa sviluppare al ragazzo una particolare capacità, fino a raggiungere per la fine dell’anno un potenziamento completo che permette l’esecuzione del gesto fine.
Abbiamo constatato che in base alle abilità esercitate nella preparazione fisica varia anche il modo di eseguire i gesti schermistici durante l’esercitazione tecnica.
Allo stesso modo io maestro ho imparato a riconoscere, in base al modo che ha il mio allievo di compiere i gesti tecnici, quale abilità stia esercitando nella preparazione fisica.
Anche l’altro Maestro nostro collaboratore, Simone Piccini, ha seguito un percorso formativo simile a quello di Enrico: innanzitutto, Simone è stato mio allievo e in tal modo ha provato in prima persona gli strumenti e i metodi che io utilizzo per formare i miei schermitori; successivamente è divenuto Maestro di Scherma nel 1996, Formatore per il progetto “SCHERMA-SCUOLA” nel 1997, e si è diplomato presso l’I.S.E.F. di Firenze nel 1998.
Personalmente ritengo che un iter formativo di questo tipo sia indispensabile per comprendere tutte le problematiche legate alla scherma come mezzo di formazione motoria in generale, e di tutte quelle abilità che a essa sono correlate.
L’iter formativo percorso dai maestri Enrico Di Ciolo e Simone Piccini è stato seguito anche da mia figlia Luciana, che a suo tempo si diplomò presso l’I.S.E.F. di Firenze, conseguì sia il diploma di Maestra di Scherma che quello di formatore giovanile, e lavorò a mio fianco in sala, sperimentando in tal modo in prima persona il mio metodo di lavoro.
Luciana è inoltre autrice di una serie di disegni che illustrano i giochi propedeutici fatti quotidianamente eseguire ai bambini nella palestra di scherma di Pisa come preparazione fisica, per far loro sviluppare e rafforzare le varie abilità utili alla scherma: equilibrio, oculo-manualità, manualità etc.
Concludendo, i due momenti della preparazione fisica e dell’esercitazione tecnica sono strettamente collegati tra loro in modo osmotico.
Volendo attribuire un valore numerico alla consistenza delle due fasi suddette, si può tranquillamente convenire con Alessandro Puccini che l’intera carriera di uno schermitore consta per il 50% di preparazione fisica e per il 50% di preparazione tecnico-schermistica.
Il maestro dev’essere dunque anche il preparatore fisico del proprio allievo, oppure collaborare in modo osmotico con l’allenatore fisico, in modo da avere una conoscenza completa dei soggetti con cui lavora.
Un maestro che allena il proprio allievo tenendo conto esclusivamente della preparazione tecnica specifica, senza prendere in considerazione la preparazione fisica generale, commette un errore di concetto, poiché il buon schermitore è tale se è preparato fisicamente ad esserlo.
In poche parole, la preparazione fisica non deve essere un optional che la società offre ai propri iscritti, bensì un elemento fondamentale degli allenamenti in palestra, che contribuisce alla crescita dello schermitore.
Un maestro non dovrebbe mai assecondare la volontà di quei dirigenti che ritengono la preparazione fisica un’attività distaccata dalla preparazione tecnica dello schermitore.
I due momenti, preparazione fisica ed esercitazione tecnica, non devono essere vissuti come due momenti separati tra loro, ma come due momenti complementari, come due aspetti di uno stesso percorso.
Compito del maestro/allenatore è unire questi momenti e farli vivere come tali anche al proprio allievo.
Di ritorno, anche l’allievo si presenterà al maestro come un soggetto completo.
Nota: Si torna finalmente a parlare di un argomento molto serio e importante: la preparazione fisica nella scherma.
Il Maestro Antonio Di Ciolo ci sintetizza, in questo breve ma interessante articolo, la sua visione generale di questa fondamentale componente nel processo di formazione e di allenamento dello schermitore.
Invitiamo tutti, ma soprattutto i preparatori, gli istruttori e i maestri di scherma, a fornire il proprio contributo a questa discussione."
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Re: Antonio Di Ciolo. La preparazione fisica nella Scherma (Voto: 1) di giusetrive il Sunday, 26 November @ 13:31:01 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Essendo un fanatico dell'argomento non posso che provare soddisfazione nel modo di concepire la preparazione fisica da parte del Maestro Di Ciolo.
Alla Pompilio abbiamo il preparatore due volte alla settimana. Il problema secondo me sta nel fatto che la preparazione va differenziata nelle varie fasce di età oltre che come intensità anche nella qualità degli esercizi. Un bambino deve lavorare sopratutto in aerobiosi con pochi carichi lattacidi che vengono smaltiti con difficoltà . I tempi di recupero sono importanti tanto quanto il numero delle serie e le ripetizioni. Questa differenziazione per motivi di tempo, spazi e persone non è sempre possibile.
Non tutti peraltro la vedono in questo modo.
Recentemente sul forum di schermanet ho avuto modo di leggere che in una importante società schermistica in Italia la preparazione fisica si fa seduti su una sedia a parlare...( alexmc in La preparazione atletica. )
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Re: Antonio Di Ciolo. La preparazione fisica nella Scherma (Voto: 1) di esedra il Monday, 27 November @ 01:20:17 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Incisivo, preciso, determinato ed elegante.
Bene Maestro Di Ciolo, ottimo affondo.
E adesso...parliamo pure di "preparazione fisica". |
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Re: Antonio Di Ciolo. La preparazione fisica nella Scherma (Voto: 1) di giusetrive il Tuesday, 28 November @ 13:03:28 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Si potrebbe rimanere sorpresi che in un sito che parla di scherma l'articolo sulla preparazione atletica di uno dei più grandi Maestri italiani rimanga poco letto e sostanzialmente senza commenti.
Basta però pensare un attimo a quello che si vede sulle pedane del Gpg ( ma non solo ) e si capisce perchè nessuno ha niente da dire in proposito. |
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Re: Antonio Di Ciolo. La preparazione fisica nella Scherma (Voto: 1) di esedra il Wednesday, 29 November @ 04:26:58 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Gent. Maestro Di Ciolo e Gent. Maestri tutti,
a proposito del GPG citato da Giusetrive, Vi chiedo di esporre un Vostro parere su alcune problematiche connesse con la preparazione sportiva dei giovanissimi e non.
Premetto che le seguenti affermazioni non pretendono certo d’informarVi, bensì lanciare i temi delle domande successive.
La scherma è uno degli sport che presentano una sollecitazione di tipo unilaterale e comporta, soprattutto se praticata in età precoce, forti stimoli formativi dal punto di vista funzionale e morfologico.
Occorre, dunque, che l’allenamento, soprattutto in età infantile e giovanile, venga accompagnato da misure di compensazione? Quali devono essere?
Determinate fasi dello sviluppo dell’atleta (dall’inizio della pubertà fino e oltre alla sua conclusione) sono caratterizzate dall’aumento della predisposizione a infortuni delle “cartilagini di accrescimento†anche nella zona delle inserzioni tendinee.
Come prevenirle o affrontarle? Dal punto di visto della metodologia dell’allenamento, ha importanza conoscere l’andamento della pubertà del singolo atleta, soprattutto verso la fine del periodo puberale?
Le caratteristiche dell’apparato locomotorio e di sostegno sono geneticamente determinate. Un tessuto connettivo lasso, per esempio, comporta un rischio maggiore per le articolazioni.
E’ vero allora che risultano importanti l’attivazione e il rafforzamento della muscolatura, mentre non sono adatti metodi di stretching, che vanno bene, invece per un tessuto connettivo molto rigido il quale esige esercizi di allungamento diretti allo sviluppo della mobilità articolare?
Il riscaldamento è fase fondamentale nella pratica sportiva.
Quanto dovrebbe durare e con quali caratteristiche per predisporre lo schermidore a un allenamento medio di un paio d’ore, senza stancarlo? Quale differenza con il riscaldamento in gara?
Ringrazio anticipatamente chi vorrà partecipare alla conversazione.
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